Vinylrenzo e Vinylarbore

 

Renzo Arbore incontra la Fondazione "Cassa di Risparmio di Livorno" e il Circolo Musicale "G. Masini"


L'incontro tra Renzo Arbore e Giulio Cesare Ricci era scritto nel destino. Renzo Arbore è il vinile: il più appassionato dei musicofili, il maggior esperto di rock, pop, jazz e affini dal dopoguerra a oggi, il miglior critico musicale di questi generi (per anni ha tenuto una rubrica di recensioni di dischi sul Corriere della Sera), il musicista più innovativo, eclettico, etnico (a suo modo) e popolare in tutto il mondo che il panorama italiano abbia prodotto negli ultimi anni. Giulio Cesare Ricci è il Pontefice Massimo del vinile: quello che ha saputo dare corpo e anima ai suoni, che è riuscito a rendere l'ascolto su disco più vero e autentico del concerto dal vivo, che ha conferito vita e limpidezza alle note, ai tasti del pianoforte, alle corde della chitarra, al respiro dei cantanti. Apparentemente scalzato dal cd, il vinile sta prendendosi una rivincita storica nelle orecchie, nel cuore e nel cervello di ogni ascoltatore, più o meno esoterico. Il cd, neppure come oggetto è riuscito a farsi amare. Beato fra le note, seduto nelle sale perfettamente calibrate dalle sonorità incantevoli dei dischi, nel tripudio dei twiter (o twiters, come precisamente direbbe Arbore), Renzo ha goduto dell'ascolto magico dei solchi regali della prestigiosa Fonè. Si è poi abbandonato a una conversazione swingante e spassionata con la giornalista Maria Antonietta Schiavina, benedicendo il Pontefice Massimo in nome della musica di qualità e dell'unico ascolto degno di essa. Abbandonandosi al flusso dei ricordi, che mixano i 45 giri d'epoca con il Canzoniere Napoletano di Roberto Murolo, le meraviglie dell'improvvisazione con la solidità della tecnica, il piacere di stare insieme con il miracolo dell'arte. Sarà un caso, ma Arbore ha fatto coincidere il tramonto del mercato dei Long Playing con la decadenza della musica più o meno leggera: dopo Bruce Springsteen, ha affermato, è difficile trovare una rockstar capace di mettere d'accordo legioni di fans, e anche i talenti del jazz non hanno più ottenuto un plebiscito osannante. L'ascolto da parte di una platea attenta e qualificata delle canzoni di Arbore su vinile Fonè ha consacrato lo storico incontro: l'arte musicale ha celebrato se stessa. Sul lungomare livornese.

FABIO CANESSA